prima di scrivere

Pubblicato: 28 gennaio 2016 in il mio pensiero

devi avere qualcosa da scrivere, io conosco un sacco di teoria ma spesso ho difficoltà a mettere in pratica.

Il compito di un gelataio è che faccia gelati, quello di un comunicatore è di comunicare, quindi non rompere e inizia a scrivere, se scrivi cazzate nella peggiore delle ipotesi verrai fucilato! E se anche fosse?

a volte ritorno…

Pubblicato: 28 gennaio 2016 in il mio pensiero

Potrei iniziare con un “non è facile…” ma penso che le difficoltà spesso le creiamo noi, quindi il punto non è se è facile o meno bensì se vogliamo fare o meno. Credo fermamente che il futuro è nelle nostre mani, lo creiamo con le nostre azioni e inazioni.

Ho paura a mettermi in gioco, ho eretto un muro bello alto nella mia “comfort zone”, e col cavolo che sconfino, ad ogni difficoltà riduco il problema pensando così di uscirne, invece ottengo solo di diventare meno forte di prima, più piccolo, per risolvere un problema bisogna raddoppiarlo, non riesci a farne uno? fanne due! solo allargando i nostri orizzonti possiamo sperare di avere qualche possibilità di uscirne vincenti.

Va molto contro il mio DNA, contro la “verità” che mi sono creato, che altro non è che la trappola che continuo ad alimentare e tenere ben efficente. Il rischio calcolato è una grossa fregatura, o perlomeno rifai i calcoli.

Spesso iniziamo qualcosa, una dieta, una storia, un’impresa, poi molliamo, non necessariamente abbandoniamo del tutto però in qualche misura molliamo, troviamo dei motivi molto validi, delle giustificazioni. e i risultati? come mai avviene ciò? a volte la mancanza di risultati ci scoraggia, altre è semplicemente più facile fare “le solite cose”. Noi tutti abbiamo una nostra area di sicurezza, dei confini entro i quali siamo al sicuro, io penso che le migliori soddisfazioni le abbiamo avuto quando ci siamo messi in gioco, quando abbiamo rischiato abbandonando la nostra area di sicurezza. Detto questo penso anche che la mancanza di risultati non sia la causa del nostro mollare, bensì la conseguenza, se quello che hai deciso di fare è corretto, e sai come farlo, i risultati arriveranno solo se lo fai.

Prossimamente parlerò di qualche sistema che uso per motivarmi e impedirmi di mollare.

 

Often we start something, a diet, a story, an adventure, and then give up, not necessarily we leave completely , however in some extent we give up, we find some very valid reasons, justifications. and the results? why does this happen? sometimes the lack of results discourage us, others it is simply easier to do “the same things.” We all have our own area of security, the limits within which we are safe, I think that the best satisfaction we had when we got involved, when we risked leaving our area of ​​security. That said I also think that the lack of results is not the cause of our give up, but the consequence, if what you have decided to do is correct, and you know how to do it, the results will come only if you do. 

Soon I’ll talk about some system that I use to motivate me and keep me from giving up.

girellepizzaIn genere sono uno che ama godersi la vita, non sono tanto per le rinunce. Forse è per questo che la “tartaruga” si è imboscata. Però quando voglio ottenere qualcosa sono in grado di farlo. In questo periodo sto seguendo un regime alimentare non molto rigido ma comunque controllato, amo cucinare e nei week end mi concedo qualche libertà.

Per esempio sabato scorso ho giocato un po’ con lievito e farina e questo è il risultato:

Ho usato farina per pizze, (lo specifico perché le farine sono diverse tra loro, quella per pizze o paste lievitate hanno un contenuto in glutine più alto, e sono definite “ricche” che favorisce la lievitazione, quelle più povere sono più adatte per torte o biscotti ecc.) circa mezzo chilo, 5 grammi di lievito di birra, 15 grammi di sale, un uovo, un cucchiaio di olio d’oliva.

Nell’impastatrice ho versato la farina, il lievito sciolto nell’acqua è stato versato un po’ per volta mentre facevo girare il braccio della macchina, qualche minuto di impasto lento e ho aggiunto l’uovo, il sale e l’olio. Ho fatto impastare per circa 5 minuti, finché non ha iniziato a staccarsi dalle pareti poi ho continuato a mano sul tavolo, l’impasto è risultato morbido e liscio, ho aggiunto della farina alla bisogna mentre impastavo a mano, ho formato una palla che ho messo a lievitare in una terrina unta d’olio e chiusa con della pellicola, per tre/quattro ore o finché non ha raddoppiato le sue dimensioni.

Durante la lievitazione ho grigliato le verdure molto sottili.

La pasta si è fatta allargare molto facilmente con le mani, non ho usato mattarello o altro, ho fatto una forma rettangolare e ho disposto gli ingredienti, ho arrotolato formando una “girella” e ho tagliato i pezzi di circa 4/5 centimetri, li ho disposti su carta forno in una teglia e li ho lasciati lievitare ancora per circa mezz’ora, per non farli seccare li ho spennellati con olio, li ho infornati a 200 gradi per circa un quarto d’ora finché non si sono dorati. Troppo goloso non sono riuscito ad aspettare che si raffreddassero.

Suggerimento: non usare mozzarella di bufala perché rilascia troppa acqua, dello speck sottile o della pancetta magra daranno sapore. Comunque si offre a tutti i gusti.

Fatemi sapere se l’avete provata o se ho tralasciato qualche passaggio.

Io consiglio sempre di provare, sperimentare senza dimenticarsi di registrare tutto quello che si fa così da avere una traccia da seguire per correggere eventuali errori.

In general I am one who loves to enjoy life, not so much for the sacrifices. Maybe that’s why the “turtle” is hidden. But when I want to get something are able to do so. I am currently following a diet is not very strict but still checked, I love to cook and on the weekends I allow myself some freedom.

For example, last Saturday I played a little with yeast and flour and this is the result:

I used flour for pizzas, (the specified because the flours are different between them, that for pizzas or leavened pastries have a gluten content higher, and are defined as “rich” that favors the leavening, the poorer ones are most suitable for cakes or biscuits etc..) about half a kilo, 5 grams of yeast, 15 grams of salt, an egg, a tablespoon of olive oil.

Into the mixer I poured the flour, baking powder dissolved in water has been spilled a little time while I turn the machine arm, a few minutes of mixing slow and I added the egg, salt and oil. I did knead for about 5 minutes, until it began to break away from the walls then I continued to hand on the table, the dough was soft and smooth, I added the flour as needed while kneading by hand, I formed a ball that I left to rise in an oiled bowl and sealed with plastic wrap, for three / four hours or until it has doubled in size.

During the leavening I grilled the vegetables very thin.

The dough was made enlarge very easily with your hands, I did not use a rolling pin or other, I made a rectangular shape and I placed the ingredients, I rolled forming a “rolling swivel” and I cut the pieces of about 4/5 centimeters them I arranged on baking paper on a baking tray and I let them rise for about half an hour, to prevent them from dry out I’ve brushed with oil, I cooked them at 200 degrees for about a quarter of an hour until it are golden. Too greedy I could not wait for it to cool.

Tip: Do not use buffalo mozzarella because it releases too much water, the Speck thin or lean bacon will flavor. However it offers to all tastes.

Let me know if you have tried or if I missed some step.

I always recommend to try, experiment without forgetting to record everything that you do so as to have a guide to follow to correct any errors.

rinascita

Pubblicato: 11 settembre 2013 in Uncategorized

oggi è un giorno speciale, mi ritrovo da solo nella mia stanza con il mio mondo che rinasce come un big bang. Sono da solo con la mia famiglia: Cri che mi ha scelto come compagno per la vita, Diego che diventa ogni giorno di più la mia ragione di vita. Sono da solo con i miei amici che sono pochi ma buoni e a cui cerco di dare sempre più di quanto prendo. Sono da solo con i miei concittadini, con tutti gli esseri umani che, come me abitano questo pianeta. Sono da solo con tutte le piante e gli animali, sento la vita fluire in me. E in questa emozione mi sento rinascere, ho visto che ogni giorno è nuovo, lo vivo come una nuova sfida, il primo giorno di lavoro, con la voglia di imparare e la paura di sbagliare, quella paura che ti fa sorridere e ti lascia con un sorriso, oggi non è il quattordicimilasettecentoventottesimo giorno della mia vita. è il PRIMO! e così sarà domani, e il giorno dopo ancora, mi sento vivo e in gioco, sono stufo della mia “zona di sicurezza”, voglio conquistare la vita, far innamorare di nuovo mia moglie ed essere un esempio per mio figlio. Un modello per i miei collaboratori e per chi semplicemente mi incrocia per strada, e sopratutto voglio esserlo da vivo. Ogni giorno è una rinascita, una nuova sfida, e voglio condividerla con te che mi stai leggendo.
Ciao e a presto.

Il momento.

Pubblicato: 15 luglio 2012 in creatività, scrittura

La differenza tra l’artista, il genio e l’uomo comune sta nell’abilità di cogliere l’attimo.
Ognuno di noi vive momenti eccezionali, l’artista riesce a prenderlo e comunicarlo.

Andare avanti

Pubblicato: 19 giugno 2012 in creatività, il mio pensiero
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Oggi sono stato in cantina, ho trovato uno scatolo con dentro foto di quando ero 21enne, un’altra vita, altri sogni. Ero io? Si ma anche no, allora avevo altri sogni, altri desideri. Oggi sono un’altra persona, anche grazie agli errori fatti in quella vita. Mi capita di guardarmi indietro e trovare cose che erano “importanti”, cose che adesso non so a che mi possono servire, ricordi. Quanto è importante un ricordo? Una volta pensavo che tutto può tornare utile, bella fregatura, il fatto è che ci sono cose che tornano utili o che se non le buttavi potevano servirti, ma restare attaccati a tutto diventa malato. Oggi ho visto quei pezzi di me,  giù in cantina, un po’ ho sorriso, un po’ ho pensato: perché ancora possiedo queste cose? cosa me ne faccio? Ho capito che finché non mi stacco dal passato, anche se è li in cantina e non ci penso, e sembra che non dia nessun disturbo, me lo porto dietro come una zavorra, una parte di me è intrappolata li, nel passato. Mi serve? non voglio dimenticare, ma non voglio neanche perdermi la vita.

Il bello è che adesso guardandomi in quei momenti del passato, sorrido, riesco a vedere il buono e il cattivo di quello spicchio di vita, vedo gli errori, i treni che ho perso e quanto sono cresciuto, gli amici che ho trascurato  ma che sono ancora lì, e quelli che non ci sono più. Il passato… quanto è importante, ho riso e ho piantoho salvato e ho rovinato, sono stato di aiuto e ho rovinato. Adesso voglio volgere lo sguardo in avanti, con l’armatura che mi sono forgiato nel mio passato. Il futuro, è li che sto andando.

Sto bene ora che sono qui a scrivere per voi che mi donate qualche minuto della vostra vita, spero di farvi sorridere e pensare un po’.